Perchè è importante la sede legale



“Dove ci diamo appuntamento per definire l’accordo?”
“Mi dia pure un Suo biglietto da visita e la ricontatto al più presto”
“Mi dia il numero di telefono del suo ufficio e la richiamo.”

A causa della crisi economica molte micro-aziende e tanti giovani studi professionali sono scomparsi, la primaria necessità è diventato l’abbattimento dei costi e in funzione di tale esigenza sono stati chiusi uffici di rappresentanza, sedi aziendali, , contratti lavorativi, utenze, manutenzioni e servizi di assistenza.

Alle domande citate sopra sentiamo quindi spesso rispondere:

“Stiamo effettuando dei lavori di ristrutturazione in ufficio, ci incontriamo in albergo, o al bar, o magari al parcheggio dell’uscita dell’autostrada? "
“Il tipografo ha tardato la consegna e non ho biglietti con me, se ha un pezzo di carta le scrivo il mio cellulare”
“Difficilmente mi trova in ufficio, mi chiami sul cellulare.”

Questo accade perché molti hanno dovuto di trasferire la sede legale e la propria domiciliazione aziendale a casa propria o da amici e partenti, oppure presso lo studio del commercialista. Senza dubbio ne ha conseguito un abbattimento dei costi fissi di gestione, ma sfortunatamente anche dell’immagine aziendale, dell’operatività professionale e della propria credibilità. Inoltre se si subiscono controlli, recupero crediti, se si ricevono atti giudiziari o ispezioni della G. di F., non si offre una bella immagine alla propria famiglia ,ai propri clienti, al vicinato. Il Business Center Treviso e il Venezia Business Center si propongono come soluzioni ideali per trasferire la domiciliazione legale.

I Business Center son centri direzionali collocati in eleganti location grazie alle quali immagine, visibilità e credibilità saranno ben valorizzate. Con la domiciliazione aziendale potrete inoltre sviluppare la Vostra immagine coordinata: biglietti da visita, volantini, cataloghi, sito web …
Con la propria azienda al sicuro si dormono sonni tranquilli!

Sergio Giarrizzo
Business Center Treviso e Venezia

Ufficio ecologico: moda o sopravvivenza?


Se vi capitasse di sentire qualcuno che vi dice di avere un ufficio ecologico, che consuma poco, non prendetelo per matto: ha ragione!

Si tratta di un vero ufficio, situato solitamente in location prestigiose, elegantemente arredato, tecnologicamente evoluto, superaccessoriato, dove sono garantiti tutti i servizi di segreteria multilingue.

È presieduto da uno staff di Assistenti Direzionali, che attraverso il servizio di segretaria virtuale e di ufficio virtuale rispondono e soddisfano tutte le esigenze dei clienti: rispondono al telefono, annotano messaggi e li trasmettono, ricevono fax e corrispondenze varie che riordinano, accolgono gli ospiti ed i clienti, gestiscono l’agenda, fissano appuntamenti, fanno traduzioni, inviano fiori e gestiscono le commesse.

Perché è ecologico? Perché a differenza dell’ufficio in affitto, non richiede start-up, costosi canoni, onerose spese gestionali ed elevati costi di buste paghe. Dobbiamo cominciare a credere in un futuro ecologico: ne vale della continuità di tantissime Partite Iva.

L’eco compatibilità aiuterà imprenditori e liberi professionisti ad abbattere i costi fissi di gestione, senza rinunciare alle comodità ed ai vantaggi del tradizionale.

Il corrispettivo deriva dai servizi utilizzati e dal tempo di utilizzo. Grazie all’ufficio ecologico o temporary office si può occupare un ufficio direzionale, un ufficio operativo o una sala riunione per un’ora, un giorno, una settimana, un mese … o per sempre; si potrà avere una segretaria personale, senza assumerla; si potrà avere una domiciliazione legale o semplicemente un recapito postale.

Un segno concreto oggi dell’evoluzione in corso per riprendere competitività alleggerendosi dai costi fissi: chi non taglia le spese, non và da nessuna parte!

Sergio Giarrizzo

Cosa Significa Ufficio


Office, Oficina, Bureau, Büro.... Tanti termini per definire la “stanza in cui delle persone svolgono degli impieghi. Fenomeno architetturale e sociale, atto a contenere una persona o due, o anche molte” (Wikipedia).

Per noi italiani l’ufficio è una seconda casa, per alcuni l’unica casa. E’ il luogo dove costruiamo il nostro lavoro, pianifichiamo le nostre attività, progettiamo giorno dopo giorno il nostro business.

È un luogo dove ci relazioniamo, dove nascono vere amicizie o vere antipatie; dove si rompono i matrimoni e nascono nuove simpatie.
È un luogo dove i nostri potenziali clienti ci incontrano, dove i nostri concorrenti ci misurano, dove i nostri clienti ci trovano.
È il nostro biglietto da visita, è l’immagine della nostra azienda sul mercato, è la nostra garanzia di sana esistenza.
È la location ideale per far sentire partecipi di un progetto comune i nostri dipendenti, i nostri collaboratori, i nostri consulenti.

Nelle mie precedenti esperienze lavorative ero spesso in giro per l’Italia. La mia location abituale era l’albergo. Bellissime strutture, ma “senza anima”!
Quando ritornavo in ufficio c’era sempre qualcuno che mi salutava, che mi aspettava. È bello sedersi nella propria poltrona, leggere le comunicazioni ed i fax, aprire la corrispondenza, sentire dalla tua segretaria i messaggi e gli appuntamenti del giorno. Mi sentivo facente parte di un gruppo, di un’organizzazione, di un vissuto.

Oggi sempre più imprenditori, soprattutto chi si affaccia al ruolo per la prima volta, credono che l’ufficio e la segretaria siano elementi secondari: “prima i clienti”!!! Credono che la propria abitazione, un bar o la hall di un albergo possa sostituire la funzionalità di un ufficio.

È come cominciare un viaggio senza avere un’automobile: chiedendo un passaggio prima ad uno poi all’altro. Sicuramente arriveremo a destinazione, ma dopo quanto tempo?
Il tempo è denaro e l’immagine è il portafoglio! Tutti corrono: il mercato, i concorrenti, lo sviluppo tecnologico … non possiamo permetterci di “perdere tempo”.

Grazie ai nostri servizi di ufficio a noleggio, ufficio virtuale e domiciliazione aziendale siamo la giusta risposta al vostro business!

Sergio Giarrizzo

Imprenditore? No grazie, preferisco fare il dipendente!




Sul Gazzettino del 28 settembre scorso ci è capitato di leggere un’indagine curata da Demos che ci ha dato da pensare: Il Nordest, che è stato sempre la fucina della piccola imprenditoria italiana, con i suoi tanti capannoni e il peculiare spirito di iniziativa, a quanto pare si sta lentamente trasformando e ad oggi dichiara di preferire il lavoro dipendente, meglio ancora se da enti pubblici, rispetto a quello autonomo.

Come mai? Perché tanti giovani, uomini e donne, scelgono il caro vecchio posto fisso sacrificando la soddisfazione personale?
Proviamo per un attimo a vestire i loro panni…

Volere? Oppure Valore?
Volere talmente tanto realizzare le proprie ambizioni da riuscire a sacrificare tutto il resto e armarsi di tutta la pazienza e il coraggio che occorrono per superare gli ostacoli burocratici, quel tipico essere mandati da un ufficio all’altro, le difficoltà che si incontrano per avere accesso ai finanziamenti pubblici, le prosciuganti aliquote fiscali..?

O invece dare Valore a qualcos’altro, per esempio alla tranquillità, seppur rinunciando spesso all’aspetto economico accontentandosi di uno stipendio più basso, e altre volte all’aspetto personale, mettendo a tacere una parte di sé, la creatività..?
Ci siamo posti a lungo questi quesiti, forse perché quei panni, noi li vestiamo, o li abbiamo vissuti, e ci sono sembrati simili a camicie di forza. Allora ci è venuta un’idea: proporci come “agevolatori”, e offrire quei servizi che rendano possibile inseguire i propri sogni, e magari vederli realizzati: infrastrutture per gli start-up, uffici arredati completi di tutti i supporti e pronti all’uso, o di uffici virtuali, supporto nel disbrigo delle pratiche burocratiche, nel raccogliere le informazioni necessarie, un supporto da una parte pragmatico, dall’altra e soprattutto economico con l’abbattimento dei costi di start-up.

Siamo convinti che si debbano e si possano inseguire entrambi i sogni contemporaneamente: tanto la tranquillità quanto la realizzazione professionale. Siamo convinti che si possa nuovamente invertire questa tendenza, ricominciando a credere nella libera professione, nel lavoro autonomo e, perché no, in noi stessi.

Sergio Giarrizzo


Al passo con i tempi..O inseguendoli di corsa!


Il mondo è strano! Un tempo le famiglie erano patriarcali, esistevano il piacere delle passeggiate in piazza e gli amici del muretto! Si aspettava la sera per riunirsi, tutti insieme, davanti alla TV in bianco e nero, e dopo Carosello tutti a letto; oppure si attendeva la messa della domenica mattina, nella speranza di vedere finalmente la ragazza che ci piaceva.

Il progresso e lo sviluppo ci hanno trasformati: oggi capita spesso di vedere marito e moglie, al ristorante o a passeggio, ognuno al telefono col proprio cellulare, vicini eppure distanti, ciascuno nel proprio mondo; poi, a casa, il marito guarda la partita, la moglie guarda una fiction in un’altra stanza, mentre il figlio adolescente gioca con la playstation in camera sua, e la figlia più piccola sul divano, con le cuffie, guarda dal pc un video su youtube.

Colpa della tecnologia?

Non possiamo fermare il tempo. Siamo degli animali che hanno bisogno di tempo per “adattarsi”… il vero problema è che và tutto così velocemente che non riusciamo a prendere le misure.

Faccio un esempio: è come guidare una macchina … se la lanciamo a 300 km/h è facile schiantasi; se invece rispettiamo i tempi, i segnali, e gli altri, è facile che finiremo per trarne dei benefici.

Fino a qualche anno fa resisteva ancora qualche baluardo di una razza ormai estinta o totalmente emarginata, che sosteneva di essere immune alla tecnologia, ai cellulari, ad internet. Oggi persino i bambini di 4 anni hanno già un cellulare e giocano con la “wii”.

Viviamo in una società in cui si comunica con gli “sms”, si litiga tramite “mail”, ci si conosce in “chat”, si lavora “virtualmente”, si cerca un lavoro tramite “video-message” … ma dove è finito il rapporto umano? Dov’è finito l’accordo stipulato con una stretta di mano? Ma dove sono finiti l’emozione, il battito cardiaco accelerato e il rossore scatenato dall’incrocio di due sguardi ?

Purtroppo o per fortuna, dipende dal punto di vista, questo è il “progresso”, questo è il “business tecnologico”, questo è il “mondo virtuale” e … chi si ferma è perduto!

Sergio Giarrizzo

Chi sono i professionisti invisibili?



Si tratta di giovani professionisti quasi tutti under 35, senza tutele, senza agevolazioni, senza ammortizzatore sociale, nessuna indennità che percepiscono compensi da 400€ a 1.200€ al mese. Sono considerati dei privilegiati, ma non hanno alcuna autonomia professionale, non hanno garanzia sociale.

Ma perché non esercitano la libera professione aprendo uno studio proprio?

La voglia e la cultura non mancano di certo, forse mancano il coraggio, la capacità imprenditoriale, la propensione al rischio. Ma qualunque buon proposito verrebbe frenato dalle difficoltà di accesso al credito per fare fronte alle spese di affitto, arredamento, strumentazioni necessarie, personale dipendente, nonché alle spese di canoni, ammortamenti, consumi, pulizie.

Mancano le condizioni. La diretta conseguenza sul sistema Paese è la progressiva riduzione dei giovani professionisti che si rendono autonomi.



Il Business Center Treviso è un luogo d’incontro ed ascolto per tutti quanti vogliano costruire una valida alternativa per il loro futuro! L’obiettivo è quello di creare un valore aggiunto nella marca trevigiana, mettendo a disposizione i nostri prestigiosi uffici arredati, servizi di segreteria, oltre ad un vero supporto commerciale e di comunicazione, per il Vostro/nostro successo. Aiutateci ad aiutarvi!

Sergio Giarrizzo

Parliamo di lavoro


Recentemente mi è capitato di cercare una addetta alle pulizie. Ho ricevuto parecchie risposte al mio annuncio inserito in Internet: probabilmente dipende dalla difficile situazione lavorativa.

Le mie prime telefonata cominciano con una laureanda..mi incuriosiva! Risposta: “sto cercando un posto fisso, 40 h settimanali!” Vabbè … posso capire!

In seguito una mamma con 2 figli, separata e disoccupata, con cui fisso un appuntamento telefonico per una giornata di prova.. ma.. non si presenta! La chiamo per capire, ma senza risposta. Andiamo avanti…!

Chiamo quindi una casalinga che voleva impegnare delle ore pomeridiane, mi risponde che l’annuncio l’ha messo il marito … lei non fa le pulizie, ma lavorerebbe con piacere part-time in ufficio! Come???…

Passiamo ad una ventisettenne diplomata in cerca di “qualsiasi lavoro”: mi risponde che lei è una diplomata al turistico e ha risposto all’annuncio solo per proporsi come impiegata.

Caso simile: cerco una “stagista” di supporto al Business Center. Arrivano anche in questo caso un’infinità di curricula, tanti riciclati, tanti anonimi, tanti senza neanche sapere chi siamo e cosa facciamo, tanti che invece scrivono nel proprio curriculum “non interessata a stage! Ma???

Esperienze identiche nella ricerca di figure commerciali. “Offrite fisso?”,”macchina, telefono, pc?”, “rimborso spese e anticipi”?

Tutte queste esperienze mi fanno sorgere una domanda: ma è davvero un problema di congiuntura economica o “forse” si tratta di una crisi generazionale?

Non sarà che ci stiamo “imborghesendo” troppo?

Io credo di essere fortunato: mi sono creato un giocattolo di nome “lavoro”!

Sergio Giarrizzo