Sul Gazzettino del 28 settembre scorso ci è capitato di leggere un’indagine curata da Demos che ci ha dato da pensare: Il Nordest, che è stato sempre la fucina della piccola imprenditoria italiana, con i suoi tanti capannoni e il peculiare spirito di iniziativa, a quanto pare si sta lentamente trasformando e ad oggi dichiara di preferire il lavoro dipendente, meglio ancora se da enti pubblici, rispetto a quello autonomo.
Come mai? Perché tanti giovani, uomini e donne, scelgono il caro vecchio posto fisso sacrificando la soddisfazione personale?
Proviamo per un attimo a vestire i loro panni…
Volere? Oppure Valore?
Volere talmente tanto realizzare le proprie ambizioni da riuscire a sacrificare tutto il resto e armarsi di tutta la pazienza e il coraggio che occorrono per superare gli ostacoli burocratici, quel tipico essere mandati da un ufficio all’altro, le difficoltà che si incontrano per avere accesso ai finanziamenti pubblici, le prosciuganti aliquote fiscali..?
O invece dare Valore a qualcos’altro, per esempio alla tranquillità, seppur rinunciando spesso all’aspetto economico accontentandosi di uno stipendio più basso, e altre volte all’aspetto personale, mettendo a tacere una parte di sé, la creatività..?
Ci siamo posti a lungo questi quesiti, forse perché quei panni, noi li vestiamo, o li abbiamo vissuti, e ci sono sembrati simili a camicie di forza. Allora ci è venuta un’idea: proporci come “agevolatori”, e offrire quei servizi che rendano possibile inseguire i propri sogni, e magari vederli realizzati: infrastrutture per gli start-up, uffici arredati completi di tutti i supporti e pronti all’uso, o di uffici virtuali, supporto nel disbrigo delle pratiche burocratiche, nel raccogliere le informazioni necessarie, un supporto da una parte pragmatico, dall’altra e soprattutto economico con l’abbattimento dei costi di start-up.
Siamo convinti che si debbano e si possano inseguire entrambi i sogni contemporaneamente: tanto la tranquillità quanto la realizzazione professionale. Siamo convinti che si possa nuovamente invertire questa tendenza, ricominciando a credere nella libera professione, nel lavoro autonomo e, perché no, in noi stessi.
Sergio Giarrizzo
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