Recentemente mi è capitato di cercare una addetta alle pulizie. Ho ricevuto parecchie risposte al mio annuncio inserito in Internet: probabilmente dipende dalla difficile situazione lavorativa.
Le mie prime telefonata cominciano con una laureanda..mi incuriosiva! Risposta: “sto cercando un posto fisso, 40 h settimanali!” Vabbè … posso capire!
In seguito una mamma con 2 figli, separata e disoccupata, con cui fisso un appuntamento telefonico per una giornata di prova.. ma.. non si presenta! La chiamo per capire, ma senza risposta. Andiamo avanti…!
Chiamo quindi una casalinga che voleva impegnare delle ore pomeridiane, mi risponde che l’annuncio l’ha messo il marito … lei non fa le pulizie, ma lavorerebbe con piacere part-time in ufficio! Come???…
Passiamo ad una ventisettenne diplomata in cerca di “qualsiasi lavoro”: mi risponde che lei è una diplomata al turistico e ha risposto all’annuncio solo per proporsi come impiegata.
Caso simile: cerco una “stagista” di supporto al Business Center. Arrivano anche in questo caso un’infinità di curricula, tanti riciclati, tanti anonimi, tanti senza neanche sapere chi siamo e cosa facciamo, tanti che invece scrivono nel proprio curriculum “non interessata a stage! Ma???
Esperienze identiche nella ricerca di figure commerciali. “Offrite fisso?”,”macchina, telefono, pc?”, “rimborso spese e anticipi”?
Tutte queste esperienze mi fanno sorgere una domanda: ma è davvero un problema di congiuntura economica o “forse” si tratta di una crisi generazionale?
Non sarà che ci stiamo “imborghesendo” troppo?
Io credo di essere fortunato: mi sono creato un giocattolo di nome “lavoro”!
Sergio Giarrizzo

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